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PostHeaderIcon Antispeculation Tour - 21 novembre 2010

PostAuthorIcon Author: Boris | PDF Stampa

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“Ad un certo punto, dinanzi gli avvenimenti pubblici, sappiamo di dover rifiutare. Il rifiuto è assoluto, categorico (…) . Quello che rifiutiamo non è senza valore, né senza importanza. E’ proprio perciò che il rifiuto è necessario. Esiste una ragione che non accetteremo più, c’è un’apparenza di saggezza che ci fa orrore, c’è un’offerta di accordo e di conciliazione che non ascolteremo.”


Roma è una città invivibile. Quello che accade nella metropoli è quotidianamente sotto gli occhi di tutti. Non c’è territorio che non sia investito dalla speculazione e inesorabilmente saccheggiato: edificazioni selvagge avanzano fino a colpire la campagna romana. Nuovi interventi urbanistici ed architettonici, sfarzosi quanto inutili, vengono annunciati a tamburi battenti e fanno raschiare il fondo delle risorse pubbliche, mentre l’accesso ad una casa rimane un problema  ancora irrisolto. Il presente parla di aree verdi cancellate ed investite da colate di cemento: cubature su cubature minacciano quartieri interi e distruggono gli spazi di socialità ed incontro; al posto di questi, come cattedrali nel deserto, sorgono nuovi centri commerciali e altri se ne progettano.

Roma è sotto scacco delle nocività dell’automobile: i mezzi pubblici vengono messi da parte, non viene investito un centesimo sulla mobilità alternativa e il traffico privato la fa da padrone. Stress, inquinamento ambientale, piattezza di prospettive sensoriali, aggressività, stati di malessere sono solo una parte dei danni causati dall'aumento sempre più clamoroso del traffico cittadino: i tempi di vita, a Roma,  sono scanditi da  questo e inglobati al suo interno. E’ il destino che vogliono imporre i poteri forti di questa città.

La città vetrina mostra le sue contraddizioni: produce e consuma, ma getta gli scarti e riversa i rifiuti al di fuori di essa; fagocita ed ingloba i territori, innalza i suoi templi del consumo, ma esclude e sputa fuori le fasce di popolazione che non possono accedere alla ricchezza.

Con la complicità della classe politica asservita sono i responsabili della devastazione del territorio che continuano ad arricchirsi.

Ma c’è anche chi a tutto questo continua ad opporsi. Le lotte che nascono dal basso rivendicano un altro modo di vivere e concepire la città. Pratiche quotidiane e scelte coscienti sono l’alternativa concreta che si sottrae al dominio del sistema e al controllo delle vite. E’ a partire dai territori che comitati spontanei si sono formati per opporsi ai tentativi di scempio e devastazione diffusi a macchia di leopardo. E’ dai quartieri stessi che si disegnano le trame di resistenza a questo modello di città.

Come attivisti, ciclisti, singoli individui che desiderano un altro modo di vivere gli spazi, con lo spirito di chi non si rassegna, si attiva e continua a sognare e costruire un altro mondo possibile, proponiamo una biciclettata collettiva. L’idea è di percorrere gli stessi territori che viviamo quotidianamente: attraversare parte del quadrante sud di Roma, quella tra l’XI e il XII Municipio di Roma secondo la geografia istituzionale, e “segnare” i luoghi oggetto di speculazione, ma dove si sviluppano anche forme di resistenza. Una modalità gioiosa e determinata,  comunicativa e diretta, di riprendersi le strade e manifestare il dissenso contro le forme di nocività prodotte all’interno della città.

L'appuntamento è previsto per domenica 21 novembre alle ore 14,30 al prato di Parco Schuster,  nelle vicinanze della Basilica di San Paolo.  

Cicloattivati contro le speculazioni

 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 16 Novembre 2010 15:41 )

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