La Scuola 725 riscrive al Sindaco
Nel 2007 a 37 anni dalla prima “Lettera al Sindaco” (sottotitolo: “Non tacere”), un prete di frontiera, don Roberto Sardelli, e i suoi ragazzi della "Scuola 725" (Acquedotto Felice) riscrivono al primo cittadino della Capitale.
Quello tra la fine degli anni sessanta e l’inizio degli anni settanta [quando fu scritta la prima lettera] era un periodo di grandi lotte per la casa e per l’eliminazione delle migliaia di baracche che, a Roma, rappresentavano il massimo del degrado e delle disuguaglianze sociali.
Oggi (nel 2007), dopo alcuni decenni, la nostra città sta vivendo una nuova emergenza. Il fenomeno dei senza casa, legato in parte alla nuova immigrazione, la precarietà del lavoro, il degrado della cultura ridotta a spettacolo ed a immagine, la crisi della partecipazione politica, la distanza tra le istituzioni e i cittadini, la disaffezione nei confronti della democrazia, e tante altre questioni richiamate nel documento, hanno spinto don Roberto Sardelli a riunire un gruppo di ex alunni della Scuola 725 per discutere insieme sui “nuovi mali di Roma”, denunciati in una nuova lettera, significativamente intitolata “Per continuare a non tacere”.
Leggi l’articolo completo e la lettera sul giornale online AbitareaRoma
Ultimo aggiornamento ( Domenica 09 Maggio 2010 12:13 )

