Gli Impatti dell'I-60
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Impatti del programma di trasformazione urbanistica I-60, sulla qualità della vita e dell'ambiente
A cura di: COORDINAMENTO TERRITORIALE XI, STOP I-60
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Introduzione e scopo del documento
Questo documento contiene una valutazione preliminare, elaborata da vari comitati e associazioni locali[1] riuniti nel COORDINAMENTO TERRITORIALE XI, degli impatti del programma di trasformazione urbanistica denominato I-60, in località Grottaperfetta, Municipio XI, Roma.
Vengono in particolare analizzati gli impatti dell'intervento sulla Mobilità, e formulate delle proposte al fine di mitigarne gli effetti.
Dati riassuntivi dell'intervento
Al momento, dagli elementi in possesso del COORDINAMENTO STOP I-60, queste risultano le caratteristiche dell'intervento:
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Superfice interessata dall'intervento |
22 ettari, prospicienti il Parco dell'Appia Antica e circondati dai quartieri Roma 70, Tintoretto-Tre Fontane, e Montagnola |
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Uso del suolo attuale |
Area soggetta a coltivazione (seminativi), con presenza di grandi alberature e zone umide di pregio (Fosso delle Tre Fontane) |
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Consistenza intervento |
400.000 metri cubi, di cui 280.000 residenziale e 120.000 servizi e turistico-ricettivo |
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Abitanti insediabili |
3500 (teorici) circa 5000 (secondo la Regione Lazio) |
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Numero edifici e altezza |
32 edifici con altezze fino a 8 piani (30 m) |
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Nuova viabilità |
Prevista solo la viabilità locale interna al quartiere e 3 accessi verso: il centro commerciale i Granai, Via Ballarin, e Via Berto. |
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Nuove infrastrutture di trasporto pubblico |
Nessuna |
Si tratta del più grande intervento di edilizia residenziale degli ultimi trent'anni nel Municipio XI. Circa metà delle cubature autorizzate appartengono ad una previsione del vecchio PRG, e datano quindi 1960, mentre il resto rappresenta una cosiddetta "compensazione" ai costruttori che non hanno potuto edificare nell'area di Tor Marancia, assegnata al Parco dell'Appia Antica nel 2002.

Figura 1 - Schema dell'intervento su una foto da satellite mostrante lo stato ante operam. E' indicato il numero dei piani per ogni edificio. Estratto dall'elaborato "Esecutivo planovolumetrico" del 2002.
Problematiche segnalate dai cittadini
Data l'estensione dell'intervento e le caratteristiche ambientali dell'area (area collinare ad elevata valenza paesaggistica, costantemente fruita dagli abitanti dei quartieri circostanti), si prevedono notevoli impatti sulle seguenti componenti ambientali: Paesaggio, Flora, Acque sotterranee e superficiali, Suolo, Clima, Atmosfera, e Attività umane (da un documento dell'Ufficio Valutazione Impatto Ambientale della Regione Lazio).
Il COORDINAMENTO STOP I-60 intende eseguire uno studio approfondito su tali impatti, che presenterà nei tempi e nei luoghi in cui verrà assicurata la partecipazione dei cittadini alle valutazioni di impatto. Si anticipano nel seguito alcune delle problematiche relative alla mobilità.
Impatto dell'I-60 sulla mobilità
La situazione locale
Il quadro attuale della mobilità privata desunto dai flussi di traffico delle ore di punta presenta situazioni di forte criticità su tutte le vie che costeggiano l'area dell'I-60.
In particolare Via di Grottaperfetta e l'asse Via del Tintoretto - Via Ballarin, sono oggi caratterizzate da flussi molto rallentati per alcune ore al giorno. Tale situazione è il risultato di un trend negativo comune a tutta l'area metropolitana (secondo la STA, dal 1996 al2005 il numero degli spostamenti con mezzi pubblici è diminuito del 25%).
In queste aree della cintura prossima al GRA l'incremento è causato soprattutto dall'aumento del pendolarismo. Sappiamo infatti che la popolazione di Roma, alla ricerca di case a prezzo più conveniente, si è spostata negli ultimi anni verso le nuove zone residenziali suburbane, nelle quali sono quasi sempre assenti mezzi di trasporto collettivo efficienti (Metropolitane).
Nel 2003 (studio PROIMO del Comune di Roma) i flussi di traffico erano di 2500 veicoli/ora su Via di Grottaperfetta e 2000 su Via del Tintoretto (Figura 2). Già oggi sono probabilmente raddoppiati. L'I-60 metterà sulle strade 6-7000 nuovi veicoli, ovvero una fila di auto di 30 km di lunghezza ! Infatti oltre ai residenti va calcolato anche il traffico attratto dal quartiere, a causa di negozi, scuole, centro servizi, alberghi (1 o 2).
Se questi veicoli si distribuiranno equamente sulle tre vie di uscita il risultato sarà quello della Figura 2, ovvero traffico triplicato allo svincolo delle Tre Fontane e più che raddoppiato su Via di Grottaperfetta !
A questo si aggiungano gli effetti di rallentamento dovuti a nuove intersezioni semaforiche (ad es. Via Berto, Via del Tintoretto, i Granai).

Figura 2 - Simulazioni di traffico dopo l'I-60 e traffico misurato nel 2003 dallo studio PROIMO della STA.
La situazione nell'area vasta
Nella valutazione dei flussi a scala locale va ovviamente considerata anche la situazione di area vasta, che influenza il trend generale dei flussi di traffico centripeti.
Come è noto, nell'intero quadrante Sud-Ovest sono previsti interventi urbanistici per un totale di circa 17 milioni di metri cubi (significa un aumento del parco circolante di almeno qualche centinaio di migliaia di autoveicoli). Una parte di tali interventi è già stata realizzata (ed è responsabile dell'aumento dei flussi di traffico negli ultimi dieci anni), ma molti sono di prossimo avvio, contestuale a quello dell'I-60.
Nei prossimi anni, solo sulle immediate vicinanze della Via Ardeatina saranno realizzate residenze per oltre 2.400.000 metri cubi[2]. Da esse, tra i 20.000 e i 30.000 nuovi cittadini si metteranno in auto per raggiungere il luogo di lavoro, probabilmente situato nelle aree centrali della città.
Ci si sarebbe aspettati che interventi di questa entità non fossero approvati senza avere prima realizzato una rete di trasporto collettivo dimensionata in modo da lasciare al traffico privato solo una frazione della domanda di mobilità.
Al contrario, a Roma nessuna infrastruttura in grado smaltire efficacemente i nuovi flussi è stata realizzata vicino agli insediamenti. L'unica che sarà forse realizzata entro il termine delle edificazioni è un filobus da Trigoria al capolinea della Metro B Laurentina, con capacità reale di 1000-2000 persone/ora al massimo (contro i 20.000 persone/ora di una metropolitana).
E' evidente che tale situazione produrrà incrementi generalizzati e fortissimi dei flussi di traffico su tutte le vie di accesso alla città, che nel nostro caso si sommeranno agli incrementi locali dovuti all'I-60.
A questo si aggiunge che il Comune sta progettando di costruire una nuova rete di viabilità di scorrimento, che potrebbe portare dal GRA fino a Via del Tintoretto (e quindi all'I-60) decine di migliaia di nuovi veicoli di pendolari al giorno. E' pura follia pensare di dare a tutte queste auto la capacità di arrivare velocemente fino ai quartieri residenziali solo per intasarli ancora di più di quanto non lo siano ora.
Livello degli impatti
Per i motivi sopra esposti, e in assenza di una inversione di tendenza sul trasporto pubblico su ferro, i comitati afferenti al COORDINAMENTO STOP I-60 ritengono certo il raggiungimento nei prossimi anni dei limiti alla capacità di deflusso del traffico nei loro quartieri.
Inoltre come afferma uno studio del 2006 dell' Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l'Ufficio Regionale per l'Europa per conto dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT), l'impatto delle polveri sottili (PM), prodotte in città in prevalenza dal traffico di veicoli, sulla salute è allarmante:
Tra gli effetti cronici che le particelle di PM producono a lungo termine si trovano cancro al polmone, infarto, ictus, con conseguente aumento della richiesta di cure mediche e dei ricoveri ospedalieri. Nel breve periodo, bronchite, asma, problemi respiratori in adulti e bambini, malattie cardiache.
In parole più semplici: SERI DANNI PER LA SALUTE E LA COMPLETA PARALISI DEL TRAFFICO !
Le proposte dei comitati
Dalla sola analisi degli impatti sulla mobilità risulta evidente che la realizzazione dell'I-60 porterà ad una riduzione generalizzata della qualità della vita di migliaia di cittadini, da cui deriverà quantomeno un inaccettabile danno esistenziale (in senso giuridico).
Il Coordinamento Stop I-60 chiede quindi, nel rispetto delle normative nazionali ed europee in materia di tutela dei diritti dei cittadini:
1. la moratoria immediata sul progetto;
2. la realizzazione, con il coinvolgimento dei comitati locali, delle necessarie valutazioni di impatto previste dalle normative regionali (VIA) e comunali (Valutazione di sostenibilità ambientale, Valutazione ambientale preliminare e Studio di impatto sulla mobilità, come previste dalle Norme Tecniche del Piano Regolatore di Roma);
3. la realizzazione di una Valutazione Ambientale Strategica (VAS) che analizzi gli impatti dell'enorme sviluppo urbanistico in corso nel quadrante, alle varie scale;
4. la realizzazione delle infrastrutture per la mobilità su ferro previste dal PRG (Metro D, prolungamento Metro B, corridoi per la mobilità su ferro) prima di avviare qualsiasi intervento edificatorio.;
5. La tutela e il ripristino del Fosso delle Tre Fontane, uno degli ultimi ambienti umidi cittadini con presenza di specie animali e vegetali importanti per l'ecosistema cittadino.
[1] Il numero dei comitati che compongono il Coordinamento Stop I-60 è in continuo aumento (la lista aggiornata si può trovare su www.stop-i60.org). Attualmente al Coordinamento aderiscono: Associazione Ottavo Colle, Comitato Ballarin, Comitato Forte Ardeatino, Associazione Amici di Nerva, Comitato Ardeatino-Laurentino Vivo, Comitato per la Difesa del Fosso di Tor Carbone
[2] Si tratta degli insediamenti denominati: Giuliano Dalmata (Via di Vigna Murata), Cecchignola Ovest, Colle delle Gensole, Prato Smeraldo, Cecchignola, collocati entro il GRA. All'esterno del GRA sono invece: Castel di Leva, Casale Gasperini, Divino Amore, Paglian Casale.
Ultimo aggiornamento ( Sabato 13 Giugno 2009 20:19 )
